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Young Syrian Lenses - Media activist in Aleppo

ULTRASUONI 2016 > Focus on SYRIA

GIOVEDI' 15 SETTEMBRE
Ore 20.45 | Palazzo Festari | Valdagno | Vicenza

Proiezione del DocuFilm Young Syrian Lenses e incontro con il regista

 
La Siria quotidiana, fotografata attraverso il lavoro dei giovani giornalisti e reporter del network Halab News, che in un’Aleppo distrutta dalla guerra, raccontano come la vita resiste, abituando le persone alle condizioni più difficili.
Visione critica del documentario con il regista Ruben Lagattolla e Rabeah Alhaj Yhia, siriana in Italia da vent'anni, Mediatrice Culturale, Consigliera Comunale e impegnata con l'Associazione "Insieme per la Siria libera".


YOUNG SYRIAN LENSES – MEDIA ATTIVISTI AD ALEPPO
(regia: Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti, 53”)

Maggio 2014. Dall’inizio della Rivoluzione Siriana alcuni ribelli di Aleppo liberata, continuano instancabili il loro lavoro di reporter nel network televisivo HalabNews.com.

L’idea di Enea Discepoli di organizzare una mostra fotografica nel centro storico di Aleppo, con i media-attivisti di Halab News, è la fonte di ispirazione di questo documentario.
Approdati in Siria con le stampe fotografiche sotto braccio però, per Ruben ed Enea si manifesta subito l’impossibilità di effettuare la mostra. Da qui inizia il racconto che vuole ugualmente mettere in luce i giovani media-attivisti e nel contempo vedere con i loro occhi, come media, per raccontare la tragedia che si protrae in Siria dal 2011.

Il racconto è sviluppato attraverso interviste con opinioni e testimonianze dei media-attivisti, confermate però da episodi vissuti direttamente dalla macchina da presa, in prima persona, che catapultano lo spettatore direttamente nella realtà quotidiana al fianco dei ragazzi.

Il regista Ruben Lagattolla vive e racconta la situazione in un costante stato di lucida paura, che si trasmette nelle immagini. Immagini non celebrative, di una persona occidentale che, solo con lo sguardo, fa riflessioni e confronti tra la nostra società apparentemente sicura e quella siriana infangata in uno stato di violenta anarchia. Riflessioni che vanno a preferire uno sguardo sulla condizione umana della popolazione civile rispetto ad una ricerca di immagini di impatto giornalistico sulle strategie e le operazioni militari. Questo taglio si sviluppa anche grazie alla co-regia di Filippo Biagianti.

Le immagini sono esclusive, partendo dal presupposto che all’epoca del viaggio (30 aprile – 9 maggio 2014), i due reporter erano gli unici stranieri ad Aleppo libera.

 

Il documentario "Young Syrian Lenses" nasce dall'incontro di due autori marchigiani Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti.

Ruben Lagattolla, dopo una lunga esperienza di documentarista nei campi profughi in territorio Iracheno, come membro dell'agenzia EPOS (Ministero degli Esteri) riesce nel maggio 2014 ad entrare in Siria dal confine Turco tramite l'aiuto del fotografo senigalliese Enea Discepoli, già stato più volte in Siria. Una volta oltre il confine con il supporto di alcuni media attivisti siriani, il gruppo riesce a raggiungere Aleppo. L'intento è quello di filmare l'attività dei ragazzi che lavorano nei network di informazione e documentare il loro lavoro di fotografi. L'occasione è offerta daI fatto che la rete di media attivisti ad Aleppo ha in programma di organizzare una mostra fotografica/evento per testimoniare i tragici episodi che si verificano ogni giorno ad Aleppo libera, sotto assedio del regime di Bashar al Assad, da quasi quattro anni. La mostra fotografica non verrà mai realizzata, la scuola dove dovevano essere esposte le foto viene bombardata e distrutta il giorno prima dell'arrivo dei fotografi italiani. Il documentario è stato girato ad Aleppo tra il 30 aprile e il 9 maggio 2014.

Una volta in Italia Ruben Lagattolla cerca aiuto per la produzione ed il montaggio del documentario. Inizia così a collaborare con Filippo Biagianti, un giornalista e documentarista di Urbino, che con Ruben cura la regia ed il montaggio del film. La produzione vera e propria inizia nel luglio 2014 e va avanti a tappe forzate fino a metà settembre, quando viene realizzato il primo final cut del documentario. L'intento è quello di raccontare la realtà siriana con un approccio il più possibile umano, senza cadere nella retorica dell'appartenenza religiosa, del fondamentalismo islamico, della spettacolarizzazione della guerra.

Il progetto "Young Syrian Lenses" è stato portato avanti e concluso senza nessun budget, in maniera totalmente indipendente e volontaria. Di fondamentale importanza è stato lo straordinario lavoro di reportage fatto da Lagattolla nei giorni passati ad Aleppo.

 

I registi:

Ruben Lagattolla, 32 anni, lavora come operatore video e montatore per l’agenzia EPOS  (www.eposweb.org) al fianco della prof Emanuela C. Del Re, e come operatore e montatore free lance.

In Siria ha realizzato il suo primo documentario come regista per approfondire la sua esplorazione della condizione dei rifugiati siriani incontrati lavorando dal 2013 nel progetto My Future (EPOS), che si occupa di formazione nei vari campi del Kurdistan Iracheno.
La sua esperienza di viaggiatore è maturata principalmente nei Balcani e nel Medio-Oriente, dove ha lavorato a diversi documentari di ricerca antropologica e inchiesta giornalistica. La sua attenzione ricade sulla condizione umana però, piuttosto che sulle strategie geopolitiche e sull’infotainment della stampa odierna.

La sua formazione in linguistica generale e letteratura hanno fortemente caratterizzato il suo storytelling così come la sua comprensione dell’animo umano e delle sue condizioni.

 

Filippo Biagianti, giornalista, documentarista e docente di montaggio video presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, ha realizzato molti documentari e centinaia di video, sui temi della resistenza, della memoria contadina e molto altro, ha realizzato l’ultima intervista a Ciro Giorgini, uno dei massimi esperti mondiali di Orson Welles.  Il suo apporto al film Young Syrian Lenses è stato fondamentale per il montaggio, proprio del suo stile e della sua politica: onesto, crudo e in grado di ricucire la poesia presente nella realtà trasformandola in un elegante linguaggio cinematografico.