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#Veritàpergiulioregeni

Incontriamo i genitori di Giulio sabato 23 giugno alle 18.30, Palazzo Festari

Sabato 23 giugno, alle 18.30 saranno ospiti a Palazzo Festari a Valdagno, Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio che da quel 3 febbraio 2016, quando il corpo del ricercatore venne ritrovato senza vita in un fosso ai bordi dell'autostrada Cairo-Alessandria. Evidenti erano i segni di tortura, ma ancora non è chiaro quali ne siano state le cause e le motivazioni. 

Amnesty ha pubblicato un rapporto dal titolo "Egitto: Tu ufficialmente non esisti” in cui ha denunciato una lunga scia di sparizioni forzate, rapimenti e torture perpetrate nel tentativo di incutere paura agli oppositori del Governo. 

L'adesione alla campagna #veritàpergiulioregeni è testimoniata dai due striscioni che campeggiano da alcune settimane all'ingresso del Municipio e unisce Valdagno ai già tanti enti locali, università e luoghi della cultura che sostengono l'iniziativa. 

 

 

La vicenda 

Giulio Regeni, 28 anni, è stato ucciso in Egitto tra la fine di gennaio e i primi di febbraio 2016. Il suo corpo martoriato è stato trovato in un fosso alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016 con evidenti segni di tortura. 

Giulio, originario del Friuli, era un dottorando dell’università di Cambridge nel Regno Unito. Si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l’Università americana del Cairo. 

Il 25 gennaio 2016, in un clima di forte tensione per il quinto anniversario dell’inizio delle proteste che portarono alle dimissioni del presidente Hosni Mubarak, è uscito di casa per raggiungere i suoi amici a una festa di compleanno, dove non è mai arrivato. 

Il suo corpo devastato dalle torture, è stato ritrovato per caso il 3 febbraio nei pressi di Giza, lungo la strada che dal Cairo porta ad Alessandria. Aveva il volto irriconoscibile, su cui “si era abbattuto tutto il male del mondo”, ha raccontato Paola, la mamma di Giulio Regeni. 

La brutale uccisione di Giulio Regeni ha scioccato il mondo, ma ha anche acceso i riflettori sul metodo delle sparizioni forzate praticato oggi in maniera sistematica in Egitto e che i ricercatori di Amnesty International hanno documentato attraverso fatti e testimonianze. Il quadro che ne risulta è allarmante: in media tre-quattro persone al giorno sono vittime di sparizioni forzate nel paese. Una strategia mirata e spietata diretta dall’Agenzia per la sicurezza nazionale che risponde al ministro degli interni egiziano Magdy Abd el-Ghaffar. 

 

#VERITA'PERGIULIOREGENI